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domenica, 30 ottobre 2005

Santo subito!

"Ho sempre temuto l'impresa militare in Iraq. In due successivi colloqui con il presidente Bush ho espresso queste riserve, cercando di convincerlo a non intraprendere l'azione militare. Gli avevo anche suggerito di subordinarla a una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu".

E allora perchè la guerra prosegue? Perchè il cavaliere, come continuiamo a chiedere con forza, d'intesa con tutto il movimento pacifista, non ritira le truppe come ha fatto Zapatero (fanculo a Celentano!) allineandosi a Francia e Germania che mai le avevano inviate? Perchè malgrado la crescita del terrorismo la guerra continua?
La scelta sta nella teoria della guerra preventiva, nella politica imperiale degli USA e di Bush, nella loro scelta di una organizzazione unipolare del mondo e non solo di una politca unilaterale.

E poi cavaliere, mi scusi, ma ciò che lei dichiara dimostra soltanto una cosa. Che lei, a livello internazionale, conta meno del due di bastoni a briscola!!!!!



Postato da: agio a 15:01 | link | commenti

mercoledì, 26 ottobre 2005

Sprechi di stato 2.0

"Ubuntu" è un'antica parola africana, dal significato "umanità agli altri". Un ulteriore significato è: "io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti". La distribuzione Ubuntu Linux migra lo spirito di Ubuntu nel mondo del software.
Ubuntu è un sistema operativo completo fondato su Linux, liberamente disponibile, che si avvale sia di un supporto di comunità che professionale.
Sul sito distrowatch sono mesi che Ubuntu risulta primo in classifica, quanto a installazioni, non solo per la sua semplicità ma anche per la sua dotazione software veramente completa. Nel frattempo il sito downloadblog ha scoperto una chicca. Guardate le immagini: uno è il logo di MSN Spaces, l'altro è quello di Ubuntu, nota distribuzione Linux. Notate qualche somiglianza? Anche l'angolo con cui sono disposti gli elementi è simile. A quanto pare a Redmond i grafici sono a corto di idee.
Tutto ciò mentre il mitico Bill compie 50 anni e la sua Microsoft ne compie 30, lui rilascia un’intervista stile “forzaitalia”: 

Ogni volta che lei viene in Italia passa da Milano. La città di Leonardo, di cui lei è estimatore. La capitale della cultura scientifica italiana. Ora, sembra, anche della crisi italiana.
«Crisi? Quale crisi?». 

Lei non ha questa percezione?
«No. Innanzitutto a me piace molto Milano, che trovo bellissima, come mi piacciono Roma e altre città che conosco anche come turista. Lei parla di crisi. Molti paesi, non solo l'Italia, devono cogliere l'occasione al volo, muoversi con grande rapidità, cambiare. Se non lo fa Milano, il resto d'Italia non lo farà. I business-leader sono qui, tocca a loro progettare le riforme, il futuro. Io sono convinto che i business-leader italiani siano ottimi. Ho appena incontrato gli uomini di Capitalia, lavoro con Telecom, con cui stiamo testando nuove tecnologie. E non considero affatto l'Italia un Paese tecnologicamente arretrato. L'anno scorso l'uso privato della banda larga è cresciuto del 35%: è una cifra record, che si può ancora migliorare; sogno che nei prossimi tre o quattro anni si arrivi al 50. Non vedo un'Italia rimasta indietro. Certo, c'è molto da fare. Abbracciare senza perdere tempo la tecnologia, il cambiamento, il nuovo». 

Si tagliano le spese per i servizi sociali e il welfare ma nel frattempo le pubbliche amministrazioni regalano al signor Gates milioni di euro, anche se esistono sistemi operativi gratuiti completi di tutto il software di produttività necessario per un ufficio pubblico.

Postato da: agio a 12:41 | link | commenti

sabato, 22 ottobre 2005

La politica del ravanello

A pensar male di qualcosa o di qualcuno non è un buon esercizio mentale e neanche il massimo della correttezza........ ma qualche volta ci si azzecca.
Finalmente il travaglio esistenziale della sinistra italiana intravede un bagliore di luce là in lontananza. Il vecchio Ulivo rifiorisce sotto mentite spoglie di un “partito democratico” che succhia linfa dalle vene dei Democratici di sinistra. Il ravanello (rosso fuori e bianco dentro) della socialdemocrazia italiota mostra, finalmente, le sue vere fattezze. Se è vero, a quanto pare, che l'onda anomala degli ex dorotei macchiati di rosso post-tangentopoli convergerà, ulteriormente, al centro fino a fondersi in un appassionato abbraccio con i “vivaisti” della margherita rutelliana, si compie, forse, l'atto finale e si butano giù gli ultimi (già deboli) pilastri della sinistra italiana. (Cesare Salvi dove sei?) Ancora una volta sfasciamo casa per far posto al povero Prodi sfrattato dalla nuova legge elettorale, proporzionale se la vedi dall'alto verso il basso e maggioritaria se, invece, la vedi dal basso verso l'alto. Ma uno spazio per Prodi abbiamo il dovere di trovarlo! Bertinotti guarda la scena dallo spioncino e se la ride. Lunga vita a uno come lui che lascia l'arma del ricatto come l'ultima delle risorse...... solo in casi estremi! C'era da aspettarsela questa corsa al centro prima o poi e a maggior ragione dopo le dimissioni del naufrago Follini e di un evento come le primarie “mancine”. (In tutti i sensi).
Al nostro paese piace stare “al centro” di tutto. Al centro del mediterraneo, al centro delle polemiche, al centro dell'attenzione. Gli italiani sono nati tutti in centro. E allora ben vengano i Mastella, attori navigati di questo teatrino political-mediatico che scippano quasi il 5% di preferenze alle primarie. Ben venga una regione come l'Emilia Romagna (la rossa) che regala solo il 9% a Bertinotti. Il mezziogiorno poi è talmente incancrenito nella sua arretratezza che per disperazione fa fagocitare il 25% di voti al “Cardinal Clemente”. C'è poco da stare allegri!

Dopo cinque anni di liberismo forzato ci aspettano anni di riformismo formato gigante da mandare giù anche fuori stagione.
Eh sì! Perchè se a destra almeno il “capo” è uno, a sinistra i galli a cantare saranno tanti e troppi!
E statene certi, tutti vorranno un posto al sole.

Postato da: agio a 11:51 | link | commenti

domenica, 16 ottobre 2005

Il trasformista

Onorevole la prego non faccia il bambino, sia coerente, lo faccia per lei e per noi, gentilmente: si tolga, quanto prima, dai coglioni!!

Postato da: agio a 22:40 | link | commenti (1)

venerdì, 14 ottobre 2005

E' l'ora!

Chi scrive in questo blog, domenica, voterà convinto Fausto Bertinotti perchè lo reputa l'unico riferimento politico che mette insieme i diritti civili con quelli sociali.
Comunque votiate, fatelo. Se non per voi, fatelo almeno per la democrazia!

Postato da: agio a 19:18 | link | commenti

venerdì, 07 ottobre 2005

La strada per domani

Spero che il fragile equilibrio che si sta sviluppando all’interno del centro sinistra cresca. Cresca e diventi forte e “coraggioso”. I presupposti ci sono. I sondaggi delle primarie parlano chiaro. Molti leggono, nei discorsi di Prodi, una certa insicurezza ma io sono convinto del contrario. Rispetto al ’98 credo che Prodi abbia le idee molto più chiare circa la coalizione che lo sostiene. La sua richiesta di primarie parla chiaro. Questo, però, non vuol dire che avrà vita facile, anzi. Sempre rispetto al ’98, credo che il cemento, che terrà insieme questa maggioranza, sia più “spontaneo”, meno forzoso, meno bisognoso della capacità di coesione propria del candidato premier Prodi. E’, invece, nel paese stesso che si sta sviluppando una capacità di gestire e interpretare il pensiero politico in modo molto più equilibrato rispetto al passato. Il liberismo sfrenato, spropositato ma soprattutto prematuro, seminato nei solchi di questa nostra Italia, ha “incartato” lo stesso centro destra. L’elettorato non è stupido. Piuttosto bisogna prestare attenzione al futuro della maggioranza di centro sinistra. I centristi, sia quelli che si vedono da destra sia quelli che si vedono da sinistra, non sono un bel vedere. Costituiscono la scheggia impazzita del bipolarismo tanto decantato da entrambi gli schieramenti. Sembra un ossimoro ma gli ex democristiani sono una vera e propria spina nel fianco della moderna democrazia. Nel ’95 e nel ‘98 questo ruolo è spettato di diritto rispettivamente alla Lega di Umberto Bossi e a PRC di Fausto Bertinotti. Oggi no. Oggi gli ex dorotei si sono accorti che il ruolo di ago della bilancia è strategico, a maggior ragione quando si è consapevoli di essere più deboli, e hanno deciso di appropriarsene. E allora? Allora, tanto per cominciare (sempre stando ai sondaggi) Mastella farà una figura barbina, di Scalfarotto e la Panzini, Di Pietro e Pecoraio Scanio, si sapeva. Bertinotti e Prodi si giocheranno, in prima linea, il futuro di questo paese. Molti, inoltre, trascurano, per la prossima legislatura “mancina”, i ruoli del sindacato e della Confindustria. Ma non sarà un ruolo di secondo piano. Al tavolo dello scopone saranno seduti di fronte Prodi e Montezemolo e Bertinotti e i sindacati. Il quadro che si presenta non sembra un “capolavoro” ma presenta alcuni spunti interessanti. Io dico che non sfigurerà. Dopo aver toccato il fondo si può solo risalire anche senza avere dei grandi polmoni. Ma di questo ne riparleremo. Sicuramente.

Postato da: agio a 20:21 | link | commenti

lunedì, 03 ottobre 2005

La "guerra" dei poveri

Sarà varata il prossimo 14 ottobre la nuova fregata antiaerea della Marina militare "Andrea Doria"
. Il varo si terrà nello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso: madrina dell'unità sarà Gesine Floridi Doria Pamphilj, discendente dell'ammiraglio Andrea Doria. Un nome, quest'ultimo, che inizialmente era stato destinato alla nuova portaerei attualmente in costruzione, ma in corso d'opera - e con il nuovo capo di Stato maggiore della Marina, Sergio Biraghi - è stato deciso di assegnare alla fregata il nome dell'ammiraglio genovese, e di battezzare invece la portaerei "Conte di Cavour". L'Andrea Doria" la parte del programma Orizzonte, sviluppato in cooperazione con la Francia (in una prima fase c'era anche la Gran Bretagna, che poi ha deciso di continuare da sola) e che prevede la costruzione di 4 fregate, due per ogni nazione.


Tagli, tagli e ancora tagli
: alla sanità, agli enti locali, agli investimenti della pubblica amministrazione e alle regioni (che a loro volta saranno costrette a ridurre i servizi sociali e di pubblica utilità). E poi il blocco dei contratti di lavoro del pubblico impiego. Le indiscrezioni sulle misure della finanziaria 2006 che colpiscono nuovamente i diritti sociali dei cittadini.
Ancora una volta mancano completamente le risorse per il Welfare e i servizi sociali, per politiche di sviluppo sostenibile e l'ambiente, per la solidarietà internazionale. In cambio ai tagli le fasce più deboli ricevono soltanto l'elemosina: 200 milioni sotto forma di bonus per il caro-benzina e il caro-riscaldamento.
Con questa finanziaria si taglia la spesa sociale, ma non quella militare. La nuova fregata, prossima al varo, è costata quattro volte il Fondo nazionale per le Politiche Sociali e i costi della missione militare in Iraq equivalgono ai fondi spesi annualmente direttamente dall'Italia per l'Aiuto Pubblico allo Sviluppo. Anziché tagliare la sanità e i trasferimenti agli enti locali perché non recuperare i 5,5 miliardi di euro abrogando il fondo speciale per le missioni all'estero e riducendo del 20% le spese militari complessive?
Fittizia e illusoria la previsione di 4 miliardi e 350 milioni di euro di entrate da misure necessarie e urgenti per la lotta all'evasione fiscale: un risultato assolutamente impossibile da raggiungere, soprattutto da un governo che con i condoni e lo scudo fiscale ha tollerato e indirettamente agevolato l'evasione fiscale, cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni.
Sarebbe possibile recuperare risorse in un modo diverso: reinserimento della tassa di successione (1,2 miliardi), tassazione delle rendite al 23% (2 miliardi), prelievo fiscale minimo sul fatturato per le imprese senza ricavi (2,5 miliardi), tassazione delle transazioni speculative in cambi con un'aliquota allo 0,05% (1,3 miliardi).

Postato da: agio a 22:31 | link | commenti (1)

sabato, 01 ottobre 2005

Landolfi docet

"C'è una fiction, e mi riferisco a Montalbano e perfino al Grande Torino, che trasuda comunismo. È un fatto sotto gli occhi di tutti, ho ricevuto molte lettere di protesta al ministero (saranno stati i soliti paladini del Moige?).
Montalbano diventa sensibile alle proteste dei no-global e il più fiero accusatore della polizia, invece nel Grande Torino c'è il pretesto per far passare i comunisti come vittime della società quando invece parliamo di un partito che, nella sua storia, ha preso ordini e denaro da una potenza straniera. Si sta rafforzando una vulgata storica che il Pci ha proposto all'Italia e che la Rai ha fatto sua. E poi, quella maglia rossa granata è una chiaro riferimento alla bandiera comunista!
A saperlo prima, avrei usato i soldi dei contribuenti per comprare il film di Harry Potter, indegnamente battuto l'altra sera dalle fiction comuniste, che spiega importanti valori fascisti come la rigida educazione familiare e l'importanza del non essere babbani."

Io dico che l'Italia ha un problema!!
La legge Basaglia (L.180).
Per uno come Landolfi questa legge non può valere. Ricoveratelo!!!!!

Postato da: agio a 11:44 | link | commenti (1)