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Microsoft e o' paese d''o sole
La Microsoft sbarca al Centro Direzionale di Napoli a metà gennaio. Sarà questa la sede strategica da cui progettare l'assalto commerciale ai sistemi operativi delle pubbliche amministrazioni.
Le multinazionale punta, con questa mossa, a sviluppare un mercato ancora inesplorato, con grandi potenzialità nel settore sanitario e in quello universitario.
L'azienda, infatti, copre attualmente meno del 50% del mercato del sud Italia.
Le strutture informatiche chiuse non sono però l'unica via. 11 mondo dell'open source insorge: «L'apertura di una sede Microsoft a Napoli - commenta Pierluigi & del Neapolis Hack Lab, laboratorio napoletano d'informatica libera - è un tentativo di rispondere alla progressiva avanzata di Linux, tanto nelle amministrazioni pubbliche e nelle aziende quanto tra gli utenti privati. Napoli, infatti, significa la Campania, il Mezzogiorno, ma anche il Mediterraneo». Il software open source conquista effettivamente ogni giorno nuovi spazi.
Tanto in paesi membri dell'Unione Europea, come la Germania o la Spagna, quanto nel resto del mondo, in Norvegia come in Sudafrica, il sistema operativo aperto è da tempo utilizzato in svariati rami della pubblica amministrazione. Il Brasile e la Svizzera lo adotteranno a breve e la Macedonia lo sta installando in tutte le sue scuole. L'Italia non è immune al virtuoso contagio: il Comune di Firenze e la Provincia di Pescara sono solo alcune ira le istituzioni locali che hanno introdotto infrastrutture tecnologiche gestite da Linux.
Perché tanto interesse? Semplice, il sistema operativo aperto paragonato a Windows conviene: «Linux- spiega Pierluigi S.- offre innanzitutto un vantaggio economico. Per usufruire del sistema operativo Microsoft bisogna pagare la licenza. Linux non appartiene a nessuno, si può diffondere liberamente».
Una versione aggiornata di Windows Xp costa 166 euro. il software Linux invece può essere scaricato gratuitamente dal web. I suoi codici sorgente, inoltre, sono aperti e consultabili. Questo significa che il sistema può essere modificato e arricchito di nuove funzioni dagli utenti stessi. «Linux - riprende l'attivista - è un sistema stabile. Windows si blocca e ha bisogno di essere riavviato continuamente. Spesso crea problemi con i supporti esterni. Con Linux questo non succede». Il Neapolis Hack Lab, nato nell'ottobre 2002 ad Officina 99, ha fatto della diffusione del software libero uno dei suoi principali obiettivi. Nel corso dei suoi tre anni di vita, il laboratorio ha organizzato conferenze e dibattiti per promuovere l'utilizzo del software libero, laboratori pratici di installazione del sistema operativo e seminari tecnici sulla sua utilizzazione dedicati a chi si avvicina al «pinguino» per la prima volta. il prossimo corso sul sistema operativo inizierà a gennaio.
Gli attivisti di Officina 99 hanno creato anche una «loro» versione del software, NeapoliX, che si può utilizzare senza installare nulla sul computer. «Il sistema operativo - continua Pierluigi S. - permette di navigare in rete nella massima sicurezza e privacy, leggere e modificare documenti realizzati con Microsoft Office anche senza disporre del software. Il sistema operativo è facile, anche per un principiante».
Giulio Iocco Metrovie-Il Manifesto
Sento puzza di politica.....
Tu che dici Bassolino?
Personalmente non credo che aprire una sede, a Napoli, sia una grande scelta, da parte di Microsoft.
Al tempo stesso la sanità italiana, e campana in particolare, ha ben altri problemi a cui pensare piuttosto che scegliere quale sistema o applicativo utulizzare.
Le università, fortunatamente, sono ormai delle realtà consolidate e non credo siano disposti a cambiare strada (pagando profumatamente).
Libero Bovio diceva: "Mettite 'nfrisco 'o vino, tanto ne voglio vevere ca m'aggia 'mbriacà..."
Ciao Peppino...
Il 15 dicembre ci ha lasciato un amico, un compagno, un artista....un napoletano vero.
“Con Peppino Patroni Griffi, la scena italiana perde uno dei suoi massimi esponenti. Noi perdiamo un amico e compagno. Tutti perdiamo il suo sguardo che ha saputo gettare sulla contemporaneità in maniera tanto spietata quanto lucida. Insegnandoci e mostrandoci una strategia del vedere in cui durezza e dolcezza si carezzano l’un l’altra per consegnarci ritratti solidi di reale. Nella sua opera, siamo stati particolarmente sensibili al duro, e notissimo, ritratto della borghesia di Metti una sera a cena. Ma sopratutto ci sono cari i suoi romanzi su cui ci siamo anche formati come il Ragazzo di Trastevere e il bellissimo, e più tardo, Morte della bellezza. Ma al di là del doveroso omaggio all’artista, che lasciamo ai critici, quello che in questo momento ci sta più a cuore – ora che dolorosamente lo salutiamo – è ricordare l’amico. La persone acuta con cui discorrere dei saperi non era mai banale e sempre istruttivo, ma anche lo era il discorrere della cose del mondo e della politica, che per noi è oltre che passione è anche mestiere. Ci sta cuore ricordare la premura con la quale ha condiviso e seguito le nostre iniziative non di rado mettendoci generosamente a disposizione la sua creatività e la sua sapienza. Ci sta a cuore ricordare come fino agli ultimi momenti si è interessato a quel che stavamo cercando di fare, informandosi e accompagnandoci, con una curiosità sempre rivolta al futuro. Questo era per noi Giuseppe Patroni Griffi. Oggi ci manca un amico e perdiamo un maestro.”
Fausto Bertinotti
Grazie perchè...
Grazie Silvio, grazie per questi 25 anni di oblìo che ci hai regalato....
grazie per Milano 2
grazie grazie canale5, rete4 e il meteo con le fighette scelte da Emilio Fede
grazie per i mafiosi dell'UDC in Sicilia
grazie per i meravigliosi anni 80 e il rampantismo craxiano
grazie per i film di Vanzina
grazie per il figlio di La Russa che fa beneficenza in TV
grazie per l'esodo dei democristiani nel centrosinistra
grazie per le poesie di Bossi
grazie per Calderoli, nel complesso della sua persona
grazie per il sindaco di Treviso
grazie per Galliani presidente della Lega
grazie per l'onorabilità di Di Canio
grazie per l'amicizia con Bush
grazie per qualche argomento credibile persino a Rutelli
grazie per la Porno-Tax
grazie per le ville in Sardegna
grazie per le tre “i”
grazie per il contratto con gli italiani
grazie per il contratto con i servizi segreti americani
grazie per i servizi del TG1 sotto Natale con i militari che salutano la famiglia
grazie per Pupo al posto di Enzo Biagi
grazie per la verginità di Socci
grazie per la Confindustria che fa l'occhiolino alla sinistra
grazie per i sottoproletari che votano Fini perché è una persona seria
grazie per la nuova cultura della destra
grazie per i neocon
grazie per i neosenza (con buona pace di Peppiniello di Capua)
grazie per la Bossi/Fini
grazie per Miss Padania e relativo servizio in TV
grazie per il saluto romano che equivale al pugno
grazie per Bella ciao che equivale a Faccetta nera
grazie per Mussolini che equivale a Pertini
grazie per la voce di Tremonti
grazie per la libertà di Andreotti perché essere mafiosi è un reato che va in prescrizione dopo un po'
grazie per Elisabetta Gardini in politica
grazie per Clarissa Burt opinionista politica
grazie per i libri di Natale di Vespa
grazie per l'esperto di strategie militari che va in Tv ogni volta che c'è una guerra
grazie per il salvadanaio della P2
grazie per tutti quei figli di papà che hanno azzeccato tutto nella vita
grazie per l'ideale che sia giusto non sbagliare nulla nella vita
grazie per la speranza che ci sia davvero un dio che li attenda dopo la morte e la faccia che farà ascoltando tutti i i loro successi nella vita, a cominciare da quelli di Berlusconi
Ma vaffanc......
Paraculis erectus
In merito alle perquisizioni effettuate oggi presso la sua abitazione romana dalla Guardia di Finanza, il Presidente di Confcommercio, Sergio Billè, dichiara: “il provvedimento del Gip di Roma riguarda esclusivamente l’eventuale sequestro preventivo di alcuni quadri che erano stati acquistati per conto della Confcommercio e che erano presso il mio domicilio a seguito di un regolare contratto di comodato risalente ad un periodo di gran lunga precedente all’indagine in corso. Non mi risulta, che vi siano collegamenti tra questo provvedimento del Gip e la vicenda Antonveneta e non vi è stato un sequestro di somme di denaro provenienti dal conto di Confcommercio a me intestato.
Ribadisco in ogni caso quanto già formalmente dichiarato ai Pm di Roma e cioè di essere pronto a fornire qualsiasi chiarimento a dimostrazione della correttezza del mio comportamento convinto come sono di aver sempre operato nell’interesse della associazione”.
Nostalgie.....
“Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà. .. la mamma no.
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il paradiso terrestre.
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto una educazione troppo cattolica.
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche. . . lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima… prima…prima… era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano, ma lontano.
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.
Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l'operaio.
Qualcuno era comunista perché voleva l'aumento di stipendio.
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente.
Qualcuno era comunista perché la borghesia, il proletariato, la lotta di classe...
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era comunista perché guardava solo RAI TRE.
Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto.
Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il materialismo dialettico per il Vangelo secondo Lenin.
Qualcuno era comunista perché era convinto di avere dietro di sé la classe operaia.
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
Qualcuno era comunista perché c'era il grande partito comunista.
Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il grande partito comunista.
Qualcuno era comunista perché non c'era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggior partito socialista d'Europa.
Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi, solo in Uganda.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant'anni di governi democristiani incapaci e mafiosi.
Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l'Italicus, Ustica eccetera, eccetera, eccetera…
Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno credeva di essere comunista, e forse era qualcos'altro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo. Perché sentiva la necessità di una morale diversa. Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Sì, qualcuno era comunista perché, con accanto questo slancio, ognuno era come… più di sé stesso. Era come… due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall'altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No. Niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare…come dei gabbiani ipotetici.
E ora? Anche ora ci si sente come in due. Da una parte l'uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana
e dall'altra il gabbiano senza più neanche l'intenzione del volo perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo”.
Consigli per gli acquisti
«L'economista, non diversamente dal sociologo, studia la società della quale fa parte: egli non è estraneo all'oggetto del suo studio nel senso particolare in cui si può affermare che lo sia il cultore di scienze naturali. [...] Se lo studioso non può sperare di essere rigorosamente «obiettivo» (ciò che è impossibile), può e deve tuttavia sforzarsi di essere intellettualmente onesto, ossia può e deve cercare di vedere tutti gli aspetti di un determinato problema, anche gli aspetti per lui sgradevoli, e non solo quelli che sono conformi alla sua ideologia o utili per la sua parte politica»
Paolo Sylos Labini
dall' Introduzione al : Saggio sulle classi sociali (1974).
Il 7 dicembre ci ha lasciati ma quelli come lui non muoiono mai.
Ne consiglio la lettura a tutti gli appartenenti de: http://www.lafabbricadelprogramma.it
No Microsoft, no film!
Tutti coloro che posseggono un computer Mac e sono abbonati ad Alice, l'ADSL di Telecom Italia, devono rassegnarsi: non potranno vedere i film che Rosso Alice propone ai suoi abbonati perchè il sistema impedisce ai computer Mac di accedere a quel servizio di entertainment. E' strano e anche un pò assurdo ma è così: i possessori di Mac sono considerati clienti di serie B. Provare per credere. Noi ci abbiamo provato e dopo aver pazientemente fornito i nostri dati per la registrazione abbiamo scoperto che l'ingresso è vietato. Quando si telefona alla Telecom per chiedere lumi nessuno ti sa dare una risposta esauriente: ti dicono che stanno mettendo a posto il sistema in modo da consentire a tutti di entrare ma poi dopo qualche mese si scopre che le cose non sono cambiate. Di chi è la colpa? Di Telecom Italia che ha snobbato i possessori di Mac o di Microsoft o più semplicemente, come dicono a Mac, della stupidità di qualche tecnico che non ha reso l'ingresso universale? Nessuno lo sa. Anche in questo caso il mistero resta. Aspettiamo risposte più esaurienti da Telecom Italia di quelle date finora.
[da "il Manifesto" del 9-12-2005]
Thank for thing!
Ogni tanto ci vuole, sicuro. Il povero System Administrator è bistrattato da tutti, misconosciuto, incolpato di ogni idiozia compiuta dagli utenti.
Ora, però, grazie a Wes Borg e i Three Dead Trolls, una canzone ne canta le lodi, ricordando a tutti che il Sysadmin è colui che ti fa funzionare le password, disattivando il Bloc Num che hai dimenticato premuto, e che conosce un terribile segreto: lui sa che tu navighi sui siti porno dal tuo computer aziendale. Meglio tenerselo buono, lui terrà la bocca chiusa.
E chi vuol capire.........capisca!