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lunedì, 15 agosto 2005

Occhetto docet

Su Repubblica del 11 agosto 2005 Achille Occhetto ha rilasciato un'intervista circa i rapporti tra politica e finanza e alla degenerazione dei partiti.
Strana carriera politica quella dell'Achille; esordisce sinistroso e seguace della corrente marxista ortodossa guidata da Pietro Ingrao, poi con la costituente del 1989, meglio conosciuta come la svolta della bolognina, decide di aprire ai cattolici.
Dopo la sua brillante idea questo stato di cose è il minimo che poteva accadere alla sinistra.
La frase poi con la quale chiude l'intervista: “Berlinguer non avrebbe mai accettato un simile comportamento politico”, uno come lui, poteva anche risparmiarsela.
Il povero Enrico se ne è andato all'improvviso, altrimenti la sua lungimiranza politica, della quale oggi non rimane neanche una minima traccia, gli avrebbe suggerito di far scrivere sulla sua tomba un'epigrafe: “Il giorno che sarete di
fronte al decadimento e alla perdita di morale dei gruppi dirigenti politici.... quel giorno abbiate il buon gusto di lasciarmi riposare in pace”.


Postato da: agio a 18:38 | link | commenti


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