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La "guerra" dei poveri
Sarà varata il prossimo 14 ottobre la nuova fregata antiaerea della Marina militare "Andrea Doria". Il varo si terrà nello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso: madrina dell'unità sarà Gesine Floridi Doria Pamphilj, discendente dell'ammiraglio Andrea Doria. Un nome, quest'ultimo, che inizialmente era stato destinato alla nuova portaerei attualmente in costruzione, ma in corso d'opera - e con il nuovo capo di Stato maggiore della Marina, Sergio Biraghi - è stato deciso di assegnare alla fregata il nome dell'ammiraglio genovese, e di battezzare invece la portaerei "Conte di Cavour". L'Andrea Doria" la parte del programma Orizzonte, sviluppato in cooperazione con la Francia (in una prima fase c'era anche la Gran Bretagna, che poi ha deciso di continuare da sola) e che prevede la costruzione di 4 fregate, due per ogni nazione.
Tagli, tagli e ancora tagli: alla sanità, agli enti locali, agli investimenti della pubblica amministrazione e alle regioni (che a loro volta saranno costrette a ridurre i servizi sociali e di pubblica utilità). E poi il blocco dei contratti di lavoro del pubblico impiego. Le indiscrezioni sulle misure della finanziaria 2006 che colpiscono nuovamente i diritti sociali dei cittadini.
Ancora una volta mancano completamente le risorse per il Welfare e i servizi sociali, per politiche di sviluppo sostenibile e l'ambiente, per la solidarietà internazionale. In cambio ai tagli le fasce più deboli ricevono soltanto l'elemosina: 200 milioni sotto forma di bonus per il caro-benzina e il caro-riscaldamento.
Con questa finanziaria si taglia la spesa sociale, ma non quella militare. La nuova fregata, prossima al varo, è costata quattro volte il Fondo nazionale per le Politiche Sociali e i costi della missione militare in Iraq equivalgono ai fondi spesi annualmente direttamente dall'Italia per l'Aiuto Pubblico allo Sviluppo. Anziché tagliare la sanità e i trasferimenti agli enti locali perché non recuperare i 5,5 miliardi di euro abrogando il fondo speciale per le missioni all'estero e riducendo del 20% le spese militari complessive?
Fittizia e illusoria la previsione di 4 miliardi e 350 milioni di euro di entrate da misure necessarie e urgenti per la lotta all'evasione fiscale: un risultato assolutamente impossibile da raggiungere, soprattutto da un governo che con i condoni e lo scudo fiscale ha tollerato e indirettamente agevolato l'evasione fiscale, cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni.
Sarebbe possibile recuperare risorse in un modo diverso: reinserimento della tassa di successione (1,2 miliardi), tassazione delle rendite al 23% (2 miliardi), prelievo fiscale minimo sul fatturato per le imprese senza ricavi (2,5 miliardi), tassazione delle transazioni speculative in cambi con un'aliquota allo 0,05% (1,3 miliardi).
