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La strada per domani
Spero che il fragile equilibrio che si sta sviluppando all’interno del centro sinistra cresca. Cresca e diventi forte e “coraggioso”. I presupposti ci sono. I sondaggi delle primarie parlano chiaro. Molti leggono, nei discorsi di Prodi, una certa insicurezza ma io sono convinto del contrario. Rispetto al ’98 credo che Prodi abbia le idee molto più chiare circa la coalizione che lo sostiene. La sua richiesta di primarie parla chiaro. Questo, però, non vuol dire che avrà vita facile, anzi. Sempre rispetto al ’98, credo che il cemento, che terrà insieme questa maggioranza, sia più “spontaneo”, meno forzoso, meno bisognoso della capacità di coesione propria del candidato premier Prodi. E’, invece, nel paese stesso che si sta sviluppando una capacità di gestire e interpretare il pensiero politico in modo molto più equilibrato rispetto al passato. Il liberismo sfrenato, spropositato ma soprattutto prematuro, seminato nei solchi di questa nostra Italia, ha “incartato” lo stesso centro destra. L’elettorato non è stupido. Piuttosto bisogna prestare attenzione al futuro della maggioranza di centro sinistra. I centristi, sia quelli che si vedono da destra sia quelli che si vedono da sinistra, non sono un bel vedere. Costituiscono la scheggia impazzita del bipolarismo tanto decantato da entrambi gli schieramenti. Sembra un ossimoro ma gli ex democristiani sono una vera e propria spina nel fianco della moderna democrazia. Nel ’95 e nel ‘98 questo ruolo è spettato di diritto rispettivamente alla Lega di Umberto Bossi e a PRC di Fausto Bertinotti. Oggi no. Oggi gli ex dorotei si sono accorti che il ruolo di ago della bilancia è strategico, a maggior ragione quando si è consapevoli di essere più deboli, e hanno deciso di appropriarsene. E allora? Allora, tanto per cominciare (sempre stando ai sondaggi) Mastella farà una figura barbina, di Scalfarotto e la Panzini, Di Pietro e Pecoraio Scanio, si sapeva. Bertinotti e Prodi si giocheranno, in prima linea, il futuro di questo paese. Molti, inoltre, trascurano, per la prossima legislatura “mancina”, i ruoli del sindacato e della Confindustria. Ma non sarà un ruolo di secondo piano. Al tavolo dello scopone saranno seduti di fronte Prodi e Montezemolo e Bertinotti e i sindacati. Il quadro che si presenta non sembra un “capolavoro” ma presenta alcuni spunti interessanti. Io dico che non sfigurerà. Dopo aver toccato il fondo si può solo risalire anche senza avere dei grandi polmoni. Ma di questo ne riparleremo. Sicuramente.
