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La politica del ravanello
A pensar male di qualcosa o di qualcuno non è un buon esercizio mentale e neanche il massimo della correttezza........ ma qualche volta ci si azzecca.
Finalmente il travaglio esistenziale della sinistra italiana intravede un bagliore di luce là in lontananza. Il vecchio Ulivo rifiorisce sotto mentite spoglie di un “partito democratico” che succhia linfa dalle vene dei Democratici di sinistra. Il ravanello (rosso fuori e bianco dentro) della socialdemocrazia italiota mostra, finalmente, le sue vere fattezze. Se è vero, a quanto pare, che l'onda anomala degli ex dorotei macchiati di rosso post-tangentopoli convergerà, ulteriormente, al centro fino a fondersi in un appassionato abbraccio con i “vivaisti” della margherita rutelliana, si compie, forse, l'atto finale e si butano giù gli ultimi (già deboli) pilastri della sinistra italiana. (Cesare Salvi dove sei?) Ancora una volta sfasciamo casa per far posto al povero Prodi sfrattato dalla nuova legge elettorale, proporzionale se la vedi dall'alto verso il basso e maggioritaria se, invece, la vedi dal basso verso l'alto. Ma uno spazio per Prodi abbiamo il dovere di trovarlo! Bertinotti guarda la scena dallo spioncino e se la ride. Lunga vita a uno come lui che lascia l'arma del ricatto come l'ultima delle risorse...... solo in casi estremi! C'era da aspettarsela questa corsa al centro prima o poi e a maggior ragione dopo le dimissioni del naufrago Follini e di un evento come le primarie “mancine”. (In tutti i sensi).
Al nostro paese piace stare “al centro” di tutto. Al centro del mediterraneo, al centro delle polemiche, al centro dell'attenzione. Gli italiani sono nati tutti in centro. E allora ben vengano i Mastella, attori navigati di questo teatrino political-mediatico che scippano quasi il 5% di preferenze alle primarie. Ben venga una regione come l'Emilia Romagna (la rossa) che regala solo il 9% a Bertinotti. Il mezziogiorno poi è talmente incancrenito nella sua arretratezza che per disperazione fa fagocitare il 25% di voti al “Cardinal Clemente”. C'è poco da stare allegri!
Dopo cinque anni di liberismo forzato ci aspettano anni di riformismo formato gigante da mandare giù anche fuori stagione.
Eh sì! Perchè se a destra almeno il “capo” è uno, a sinistra i galli a cantare saranno tanti e troppi!
E statene certi, tutti vorranno un posto al sole.
