Quando uno dice candidato - candidato alle elezioni, candidato alla presidenza - chi va più a pensare all'aggettivo candido? Eppure, appunto da questo aggettivo è nata la parola! La cosa è semplice. Si sa che anche nell'antica Roma le elezioni non mancavano; le cariche pubbliche erano molte, c'erano quelle consolari, quelle pretorie, quelle tribunizie, e tante altre. E non mancavano di conseguenza gli aspiranti a quelle cariche. Nei giorni che precedevano le elezioni, si vedevano girare per Roma, soprattutto nel Foro, che era il centro di tutte le attività pubbliche cittadine, certi personaggi in toga bianca, resa anche più bianca per mezzo di un particolare appretto di gesso di cui si è perduta la formula. Questi persinaggi erano detti, per il bianco delle loro toghe, candidati, che alla lettera significa "imbiancati", aggettivo derivato da candidus, in italiano "candido". Perchè queste toghe così candide? Per fare maggiore spicco su tutte le altre toghe, per attirare meglio l'attenzione del popolo su quelli che le indossavano.Bene drappeggiati in tanto candore, questi solenni personaggi andavano qua e là per il Foro, attiravano attorno a loro capannelli di gente, e nascevano le discussioni e le chiacchiere e le polemiche. Era, in una parola, la propaganda elettorale che ciascuno si amministrava da sè, a cominciare dal vestito. Oggi i candidati vestono magari in doppio petto scuro, ma restano i girovagamenti, le chiacchiere e anche qualcos'altro....